Ogni giorno e ogni notte
Che canto di Lei
Non mi uccideranno
Non mi tormenteranno
Non mi imprigioneranno
Non mi feriranno.

Nessuno fuoco
Né sole
Né luna
Mi brucerà.

Nessun lago
Né acqua
Né mare
Mi affogherà.

Perché Io sono
la figlia della Poesia.
la Poesia,
figlia della Riflessione.
la Riflessione,
figlia della Meditazione.
la Meditazione,
figlia della Conoscenza.
la Conoscenza,
figlia della Ricerca.
la Ricerca,
figlia della Grande Sapienza.
la Grande Sapienza,
figlia dell'Intelligenza.
l'Intelligenza,
figlia della Comprensione.
la Comprensione,
figlia della Saggezza.
la Saggezza,
figlia di Lei.

La Strega delle Rune

Leya Karelia

Cosa trafigge la mia cotta?
Come è stato rotto il mio sonno?
Chi mi ha liberato
dal vincolo del pallore?

Oh giorno, Salve a te!
Ave, figli del giorno!
E ave alla notte
e alle sue figlie, ora!
Guardateci da lassù
con occhi amorevoli,
perché attendiamo
la venuta della vittoria.

Ave Dèi! E voi Dee,
salve a voi,
E a tutta la generosa terra!
Dateci sapienza e buona parola,
e mani guaritrici per tutta la vita.

Tu che mi hai destato sappi…

A lungo ho dormito,
il mio sonno è stato lungo,
come lunghe sono
le tristezze della vita;
Odino stabilì che
non potessi spezzare
le pesanti magie del sonno…

Il mio voto,
mai andare in sposa
a chi conosce la paura.

Alla mia saggezza,
attingi come indicano le Rune,
come è stabilito dal Grande Padre
e dai dettami delle Norne…

* * * * * *

Ti porto birra,
albero di battaglia,
Mescolata con forza possente
e fama;
Il fascino che essa detiene
e i segni di guarigione,
Incantesimi bianchi
e le rune di buon auspicio.

* * * * * *

Apprendi le rune della vittoria,
se brami di vincere,
E scrivi le tue rune
sull’elsa della spada;
Alcune sul solco,
e altre sul piatto,
E invoca due volte
il nome di Tyr.

Apprendi le rune della birra che,
giacendo con la moglie di un altro
non tradiranno la fiducia che hai;

Sul Corno scriverai,
e sulle spalle delle mani,
e il Bisogno
ti marchierà le unghie.
Benedirai l’aria che corre,
e fuggirai il pericolo,
e getterai
un porro nella coppa;
(Perché così so
chenon vedrai mai
il tuo idromele
mescolato col male.)

Apprendi le rune della nascita,
se vorrai prestare aiuto
al bambino che deve essere
portato dalla madre;
Le scriverai sulle palme,
e attorno alle giunture delle ossa,
e chiederai aiuto al destino.

Apprendi le rune del mare,
se davvero vuoi trovare rifugio
per i “destrieri delle onde”
in alto mare;
Sul suo stemma le scriverai,
e sulla lama del timone,
le archierai a fuoco sui remi;
Per quanto siano alti i frangenti,
e nere le onde,
Tu incontrerai un porto sicuro.

Apprendi le rune ramificate,
se vuoi essere un guaritore,
E la cura per
le ferite funzionerà;
Sulla corteccia scriverai,
e su alberi
Coi rami piegati verso Est.

Apprendi le rune della parola,
che nessuno può chiedere
per rispondere a danno con l'odio;
Con maestria le animerà tutte
col vento e con le onde,
E le sistemerà fianco a fianco,
Sull’altare del giudizio,
quando lì la giustizia
vincerà chiaramente il popolo.

Apprendi le rune del pensiero,
se vuoi che tutti ti ritengano
il genio più acuto
tra le menti degli uomini.

* * * * * *

Raschiate via,
le rune scritte di antico,
E mescolate
con il sacro idromele,
E inviate su vie tanto ampie;
Così le ebbero gli dèi,
così gli elfi,
e alcune furono
per i così saggi Vanir,
E alcune per gli uomini mortali.

Esistono rune della Betulla,
le rune della nascita,
e tutte le rune della birra,
e le magiche rune del potere;
chi le conosce in modo giusto,
e le legge davvero,
le possiede per
aiutare se stesso;
aiuteranno sempre,
finché gli déi
non saranno svaniti.

La Mia Luce

ljos

Intrecciata, avvolta nel manto, ingarbugliata, sono l'enigma dell'origine, la fonte del sapere e la foce del fiume della conoscenza. Sono l'orchidea che incanta il viandante nei boschi, sono il chiaro di luna che splende solitario sul nero della notte, sono la roccia levigata e incisa dalla mano sapiente della Dea. Sono la stele, la parola, la voce e la pietra.

La Mia Ombra

myrkr

Umida, bagnata di sangue, la mente ebbra e visionaria. Sono la regina dell'oscurità più profonda del cuore e della mente, sono il fulcro di anima e ragione, sono il verbo che vede qui e oltre. Sono lo scalpello sulla pietra, la scintilla che guizza come un lampo dall'uomo alla terra.

Le Pietre

runar

Gli Déi del Nord

Asgard

Quattordici sono gli dèi [æsir] di stirpe divina che reggono la città di Ásgarðr, e parimenti quattordici sono le dee [ásinjur], non meno sante e potenti. Signore di Ásgarðr è Óðinn, e questi sono coloro che insieme a luigovernano la fortezza: Þórr, Baldr, Njörðr, Freyr, Týr, Bragi, Heimdallr, Höðr, Víðarr, Váli, Ullr e Forseti, a cui, quattordicesimo, va aggiunto Loki. Queste sono le dee: Frigg, Sága, Eir, Gefjun, Fulla, Freyja, Sjöfn, Lofn, Vár, Vör, Syn, Hlín, Snotra e Gná. Ma anche Sól e Bil sono annoverate tra le dee, e di loro abbiamo già parlato. Vi sono poi altre dee che servono nella Valhöll portando da bere agli einherjar: esse sono le Valkyrjur.

Runatal

Thundr

Io so che da un albero al vento pendetti
per nove notti intere
ferito da una lancia
ed immolato ad Odino
io stesso a me stesso
su quell'albero che nessuno sa
da quali radici nasca.

Pane nessuno mi dette,
nè coppa per bere;
io guardai giù:
raccolsi le Rune,
dolorante le presi:
e giù caddi di là.

Nove canti magici
appresi dal noto figlio
di Bolthor, padre di Bestla,
e bevvi un sorso
del prezioso idromele,
attinto da Odhrerir.

Allora presi a prosperare,
a divenir saggio,
a crescere ed a star bene;
da una parola passai all'altra,
da un'impresa passati ad un'altra,
e così via.

Le rune troverai e facili segni,
segni molto forti,
segni molto potenti,
che dipinse il signore dei Vati,
che fecero i numi,
ed intagliò l'oratore degli Dei.

Odino fra gli Asi,
ma fra gli Elfi, Dain,
Dvalin fra i Nani,
Asvidh fra i Giganti,
io stesso ne incisi alcune.

Sai come si incide?
sai come si interpreta?
sai come si dipinge?
sai come si sperimenta?
sai come si prega?
sai come si immola?
Sai come si offre? Sai come si sacrifica?

E' meglio non pregare
che troppo immolare;
sempre il dono
attende una ricompensa;
è meglio non offrire
che far troppi sacrifici;

Memorie di Me

Melodie

Heill

Aenima
Amedeo Minghi
Anathema

Apocalyptica
Articolo 31
Blackmore's Night
Blind Guardian
Caparezza
Celtic Woman
Clannad

Daniele Silvestri
Dead Can Dance

Delain
Depeche Mode
Disturbed
Eivør Pálsdóttir
Enya
Epica
Ensiferum
Faith and the Muse
Faun
For My Pain
Hagalaz Runedance
Hans Zimmer
Hardcore Superstar
Lacuna Coil
Linkin Park
Loreena McKennitt
Korn
Metallica
Midnight Syndicate
Muse
Nebelhexë
Nightwish
Northern Kings
Odroerir
Placebo
Radiohead
Rasmus
Samuele Bersani
Secret Garden
Silentium
Sonata Arctica
System of a Down
Tarja Turunen
Theatre of Tragedy
Therion
Tiamat
Timo Rautiainen
Vangelis

Within Temptation

Le Visioni

American History X
Star Wars IV
Star Wars V
Star Wars VI
Il Signore degli Anelli
Fight Club
Willow
Le Nebbie di Avalon
King Arthur
Vi presento Joe Black
Alla ricerca del Santo Graal
Brian di Nazareth
E...ora qualcosa di completamente diverso
I Nibelunghi
Beowulf 2007
The Matrix
The Departed
Forrest Gump
Requiem for a Dream
Full Metal Jacket
Arancia Meccanica
Donnie Darko
V per Vendetta
La Caduta
The Village
Dracula
La Regina dei Dannati
Edward Mani di Forbice
Paura e delirio a Las Vegas
Neverland
Secret Window
Kopps
Il Grande Capo
Luther
Shakespeare in Love
Brokeback Mountain
Romeo e Giulietta
Shrek
Era Glaciale
Harry Potter
Anna e il Re
L'ultimo Samurai
Il Grande Lebowski
Fantaghirò
La 25° ora
Borat
La città incantata
Ratatoille
Donnie Darko (d.c.)
L'Ultimo Samurai
Memorie di una Geisha
L'Altra Donna del Re

Il Canto



"Seeker Divine"
Hagalaz'Runedance


Chiedi alle Pietre

Il Volto della Luna




moon phases
 

L'invocazione

Leya Karelia

Ecco là io vedo mio padre,
ecco là io vedo mia madre,
le mie sorelle
e i miei fratelli,
ecco là io vedo
tutti i miei parenti defunti,
dal principio
alla fine.
Ecco,
ora chiamano me,
mi invitano
a prendere posto
in mezzo a loro
nella sala del Valhalla,
dove l'impavido
può vivere per sempre

La mia Gente

Siael ArcHantAlarch Dehyra
Eilandelbosco EilandellepietreThora
RosaScarlatta ArwynDamyr*VioLa*
Mhyriam MairiNinfeAde

Incisori

grafar

Il tempo delle Rune





I Luoghi dell'Anima

d

Parole Incantate

Voluspa

Utiseta

Sedeva fuori della sua dimora, la völva, l'antica Veggente, quando il vecchio Yggjungr le giunse dinanzi e in lei fissò lo sguardo, senza parlare. ― Che cosa vuoi sapere? Perché mi metti alla prova? ― sbottò la völva. ― Io so tutto, Óðinn! So dove Heimdallr ha nascosto il suo corno sotto quel sacro albero che si leva nell'aria tersa nel cielo. E so di quello scrosciare d'acque argillose alle sua radici, là dove hai pagato il tuo pegno. Io so dove hai nascosto l'occhio tuo, Óðinn! Nella famosa sorgente di Mímisbrunnr, là dove Mímir beve mjöðr ogni mattino! E tu, ne sai forse di più? Óðinn riconobbe il dono profetico della völva e le donò anelli e collane; le diede saggi consigli e le conferì la verga della profezia. Gli occhi di lei vedevano oltre i confini del mondo, nel passato più profondo e nel futuro più remoto. Non esisteva nei Nove Mondi creatura che più di lei sapesse spingere il suo sguardo lontano. Ella si levò e chiese silenzio. Poi cominciò a profetare. E questo è il suo canto.

Skjaldmo

Sjaldmo

Le Scritture

rifa

....La Saga Di Avalon...
Le Querce di Albion
Le Nebbie di Avalon
La Signora di Avalon
La Sacerdotessa di Avalon
L'Alba di Avalon

...Shakespeare...
Romeo e Giulietta
Riccardo III
Timone d'Atene
Antonio e Cleopatra
Sogno d'una notte di mezz'estate
Molto rumore per nulla
Mercante di Venezia
Tito Andronico
Macbeth
Dodicesima notte
Amleto
Come vi piace

...J.W. Goethe...
I dolori del giovane Werther
Le Affinità Elettive

...William Blake...
Songs of Innocence
Songs of Experience

...Novalis...
Inni alla Notte

...Codex Regius Danese...
Edda poetica

...Snorri Sturluson...
Snorra Edda

...T. Severin...
Il Vichingo

...Luciano Ligabue...
La Neve se ne frega

...Richard Bach...
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...N. Hawthorne...
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I Segni sulla Pietra

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giovedì, 05 febbraio 2009



Eccolo che viene.

Arriva col vento,

a notte tarda,

quando la Luna è più pallida.

 

Non bussa,

non chiede,

entra.

 

Mi prende nel sogno,

avvolgendolo di seta nera.

Un sogno d’acqua, in mare.

Salato e pregno dei pensieri di ieri.

 

Un sussulto inatteso.

 

L’abbraccio corvino s’intreccia nell’aria

Disegnando la danza

cadenzata dal canto del gufo

che conduce all’ultimo lembo di pietra,

lo spillo di roccia

che separa il cielo dal mare,

il mare dalla terra.

 

Quassù

Dove solo il vento sa respirare

Tremo al fato,

nel salto che sarà

il tuffo all’ignoto conosciuto.

 

Il mare non può dolersi di questo.

La terra non può nuocermi.

Il cielo non lascerà che io fallisca.

 

Come se

La terra potesse spingermi da questo scoglio

Alzare la pietra e alterare lo stacco.

 

Come se

Il cielo potesse intrecciare una rete

Per intrappolarmi e impedire il salto.

 

Come se

Il mare potesse avvolgermi nell’abbraccio

E farmi sua senza più liberarmi.

 

La spada non serve.

La parola non ha potere.

 

È solo un sogno.

 

Un mondo antico e pur sempre nuovo.

Lo conosco, lo dimentico, lo rinnovo.

 

Tremo.

 

Il vento si fa forte.

Contro me.

Non per spingermi.

 

Respiro.

 

Chiudo gli occhi.

Il vento parla.

Una lingua che non comprendo.

 

Chiudo gli occhi.

 

Le mani intrecciate

Nella nera seta del vento

Mi lasciano libera

Di andare

Dove

Sarà il mio nuovo cammino.

 

Chino la testa.

 

No.

Indietro non posso tornare.

Lo so

Anche se il vento non ha detto niente.

 

Mi desto.

 

Questa polvere grigia

Si sta prendendo

La mia ombra e la mia luce.

 

Il cancello dietro me

Si spalanca

Tutto un tratto.

 

Davanti

Il vuoto

Incontaminato.

 

Salto.

Svelato dalla Groach
alle 18:18
in: incisioni di sangue

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sabato, 10 gennaio 2009


IO? UN PREMIO?



Ti svegli la mattina, dopo tanto tempo che vedi bottoni aggiungersi alle divise degli altri...e ti accorgi che spunta fuori dal più totale nulla un piccolo bottoncino anche per te. E ti chiedi...ma sarà davvero per me? O è capitato che finisse qui? E' mio perchè è mio o percho l'ho trovato? E mentre ti fai tante domande ti si stampa un sorrisone sulla faccia: il PRIMO PREMIO MAI RICEVUTO!!!

Grazie Thora per averne dato uno anche a me...io onorata!!! Ora il problema è...cercare chi è degno di questo premio...un attimo che chiudo gli occhi...fammi pensare...ah sì, ecco:

  •  La Magia dei Vistalite
  • The Thinker
  • Nemesisgoddess
  • Galahadrys
  • il Cerchio dell'Oracolo
  • Gatta nei Libri
  • Gemini Saint
  • La Dama del Lago
  • Fenice Scarlatta
  • Strega Corvina
Io per ora ne ho solo dieci...si sa, col caratteraccio che mi ritrovo...è già tanto che ho qualcuno da linkare.

Un abbraccio e...GRAZIE!

Svelato dalla Groach
alle 15:36
in: incisioni di sorrisi

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giovedì, 25 dicembre 2008


Tanti auguri di Buon Natale, Felice Yule, Felice Solstizio a tutti coloro che passeranno di qua per un saluto innevato...è un periodo proprio strano. Sto seminando, intreccio e intesso giorno dopo giorno, stavolta quasi mi pare di accorgermi della trama di scintillanti fili di neve sulla ragnatela....tanti filamenti di ghiaccio si perdono sotto il mio sguardo. Pensieri, come tutti ne hanno. Riflessioni, come tutti ne abbiamo. Sorrisi, non possono negarsi neanche quando non ne hai per te stessa. Lacrime, che gocciano come stalattiti nella grotta mia, illuminata, irradiata, dal manto della terra che preferisco. Quello di mia sorella, Neve, di mio fratello, Vento, del mio gemello, il Mare, e di tutto questo Ghiaccio che gentile ci porge la coppa.

Osseqi di Vischio e Pungitopo.

Buone Feste a tutti.

Colgo l'occasione per fare anche gli auguri di compleanno a chi oggi ne fa "uno in più".


Svelato dalla Groach
alle 13:32
in: incisioni nel tempo

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domenica, 14 dicembre 2008


Svelato dalla Groach
alle 13:40
in: incisioni nel tempo

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venerdì, 12 dicembre 2008


SONGS OF INNOCENCE - SONGS OF EXPERIENCE

Quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese.
Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare.
Quando il bambino era bambino, non sapeva d’essere un bambino.
Per lui tutto aveva un’anima, e tutte le anime erano tutt’uno.
Quando il bambino era bambino, su niente aveva un’opinione.
Non aveva abitudini.
Sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via.
Aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo.

Quando il bambino era bambino, era l’epoca di queste domande:
Perché io sono io, e perché non sei tu?
Perché sono qui, e perché non sono lí?
Quando é cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio?
La vita sotto il sole, é forse solo un sogno?
Non é solo l’apparenza di un mondo davanti a un mondo, quello che vedo, sento e odoro?
C’é veramente il male?
E’ gente veramente cattiva?
Come puó essere che io, che sono io, non c’ero prima di diventare?
E che un giorno io, che sono io, non saró piú quello che sono?

Quando il bambino era bambino, per nutrirsi gli bastavano pane e mela, ed é ancora cosí.
Quando il bambino era bambino, le bacche gli cadevano in mano, come solo le bacche sanno cadere. Ed é ancora cosí.
Le noci fresche gli raspavano la lingua, ed é ancora cosí.
A ogni monte, sentiva nostalgia di una montagna ancora piú alta, e in ogni cittá, sentiva nostalgia di una cittá ancora piú grande. E questo, é ancora cosí.
Sulla cima di un albero, prendeva le ciliegie tutto euforico, com’é ancora oggi.
Aveva timore davanti ad ogni estraneo, e continua ad averne.
Aspettava la prima neve, e continua ad aspettarla.

Quando il bambino era bambino, lanciava contro l’albero un bastone, come fosse una lancia.
E ancora continua a vibrare.

Svelato dalla Groach
alle 13:49
in: incisioni di sangue

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